Il peggioramento delle prospettive per il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti non ha innescato flussi significativi verso i beni rifugio sui mercati valutari, né, a dire il vero, su alcun mercato finanziario. I mercati azionari hanno scambiato in prossimità dei massimi storici e le valute si sono mosse all'interno di range ristretti, senza alcun accenno di avversione al rischio da parte degli investitori. Certamente, l'assenza di dati economici rilevanti o di annunci di politica monetaria in grado di muovere i mercati ha contribuito a mantenere la calma. Uno dei pochi movimenti degni di nota è stato il relativo sottoperformance delle valute dell'Europa dell'Est, zavorrate dall'atteggiamento dovish della Banca Nazionale della Polonia.
L'inflazione sarà al centro dell'attenzione questa settimana negli Stati Uniti. Il dato sull'inflazione CPI di giugno sarà pubblicato martedì e si prevede una discreta flessione a causa del calo dei prezzi dell'energia. Con la Fed impegnata a limitare la forward guidance, ma apparentemente ancora incline a un rialzo, ogni singolo dato sull'inflazione assume un'importanza aggiuntiva. Anche la produzione industriale della zona euro (mercoledì) e il PIL mensile del Regno Unito (giovedì), entrambi relativi al mese di maggio, saranno sotto la lente dei trader.
GBP
La sterlina continua a sovraperformare le altre valute europee, in particolare l'euro. I mercati stanno adottando un orientamento piuttosto ottimista sulla quasi certezza di una presidenza di Andy Burnham. Burnham è stato finora piuttosto vago sulle sue intenzioni in materia di politica economica.
Il primo test chiave sarà la nomina del Cancelliere, prevista per questa settimana. La scelta di Ed Miliband potrebbe contrariare i mercati, che la interpreterebbero come un ritorno alla politica del Labour fondata su debito e spesa. Al contrario, la scelta di Yvette Cooper sarebbe probabilmente la più rassicurante tra le alternative plausibili. Queste notizie dovrebbero muovere i mercati più di qualsiasi altro dato economico o annuncio politico in agenda per questa settimana.
EUR
I verbali della riunione di giugno della BCE, pubblicati la scorsa settimana, si sono mostrati studiamente cauti e non vincolanti riguardo all'esito della riunione di settembre, spingendo i trader a ridurre moderatamente la probabilità di assistere a un altro rialzo in quella sede.
Il tono generalmente migliore delle recenti notizie economiche nell'area e i dati sull'inflazione più contenuti a giugno spingono in direzioni opposte, ed è chiaro che la decisione si preannuncia sul filo del rasoio. Poiché l'esito non sarà chiaro per qualche tempo, ci aspettiamo che il recente range ristretto nel cross euro-dollaro si mantenga per il momento.
USD
I mercati si attendono questa settimana un dato sul CPI di giugno relativamente benigno, con una contrazione significativa dell'inflazione headline e un dato mensile della componente core contenuto allo 0,2%. I mercati a reddito fisso scambiano con nervosismo, con il rendimento dei Treasury a 30 anni che si avvicina ai minimi da 20 anni a questa parte dopo la pubblicazione dei verbali della Fed dal tono piuttosto hawkish. Qualsiasi sorpresa al rialzo nel report sull'inflazione potrebbe avere conseguenze significative sul mercato obbligazionario, e i conseguenti tassi più elevati potrebbero sostenere temporaneamente il dollaro USA. Riteniamo tuttavia che il biglietto verde non stia scambiando lontano dai livelli di equilibrio attuali.
Analisi approfondite e pareri di esperti:
- Rapporto sul mercato valutario G10 - Ricevi le ultime analisi sulle principali valute.
- FX Monthly - Luglio 2026
- Prospettive FX G10 - Luglio 2026
