View Market Insights

Il dollaro mette le ali: la guerra in Iran spinge gli investitori verso i beni rifugio

Sta succedendo qualcosa di insolito e preoccupante: borse e obbligazioni stanno cadendo insieme. In questo clima di forte tensione geopolitica, il dollaro americano si conferma il rifugio sicuro per eccellenza. In generale, gli investimenti negli Stati Uniti stanno sovraperformando quelli nel resto del mondo, invertendo il trendi di vendita ("Sell America") emerso dopo lo shock dei dazi dell'anno scorso. Tra i grandi vincitori di questa crisi c'è anche il dollaro canadese, protetto dalla distanza geografica e favorito dal suo ruolo di esportatore di energia. Insieme a lui, in cima alla classifica delle valute più forti, troviamo la corona norvegese e il franco svizzero.

Questa settimana il calendario economico è piuttosto scarno, pertanto l'evoluzione del conflitto in Iran sarà il fattore decisivo per i mercati.  Una guerra prolungata, prezzi dell'energia più elevati (i futures sul petrolio hanno già superato i 100 dollari al barile) e l’interruzione delle forniture colpiranno duramente le aree importatrici, in particolare la Cina e l'Eurozona.

Al contrario, i produttori di energia lontani dal conflitto, come il Canada, la Norvegia e l'America Latina, ne trarranno vantaggio. Queste sono esattamente le dinamiche osservate finora sui mercati valutari.

Euro (EUR)

Il ritorno in massa degli investitori verso il dollaro non ha fatto bene all'euro, che è scivolato verso i minimi degli ultimi mesi. Come se non bastasse lo shock energetico, i dati sull'inflazione di febbraio sono stati più alti del previsto. Questo conferma la nostra idea: la prossima mossa della BCE sarà un rialzo dei tassi. Infatti, i mercati ora si aspettano quasi certamente due aumenti entro la fine dell'anno.

Monitoreremo con attenzione i sondaggi tra le imprese per capire quanto la guerra stia pesando, perché lo spettro della stagflazione (prezzi alti e crescita zero) è tornato a farsi sentire in Europa. Molto dipenderà da quanto durerà il conflitto e, soprattutto, dai blocchi nello Stretto di Hormuz. Ai prezzi attuali, il cambio euro-dollaro sconta già una guerra di qualche settimana, ma se la situazione dovesse precipitare o il petrolio scarseggiare a lungo, l'euro potrebbe scendere ancora.

Dollaro (USD)

Come di consueto nei momenti di tensione finanziaria, il dollaro è percepito come il bene rifugio supremo grazie alla sua liquidità, sostenuto anche dal rialzo del petrolio dato il ruolo degli USA come esportatore netto di energia. Il rapporto sui payrolls di febbraio, pubblicato la scorsa settimana, è stato piuttosto debole, speculare ai dati forti di gennaio: si è registrata una distruzione netta di posti di lavoro e un aumento del tasso di disoccupazione, annullando i progressi del mese precedente. Notiamo che questa debolezza sembra contraddire la solidità di altri dati macro, il che ci rende scettici sulla qualità dei sondaggi su cui si basa. I mercati, tuttavia, hanno ampiamente ignorato il dato, con gli investitori totalmente focalizzati sulla guerra in Iran.

Sterlina (GBP)

Il Regno Unito dipende dall'energia estera un po' meno rispetto all'Eurozona, e infatti la sterlina ha guadagnato terreno contro l'euro, anche se non è riuscita a stare dietro alla corsa del dollaro. Tuttavia, la Gran Bretagna resta un importatore netto di petrolio ed è quindi molto più esposta degli USA al rincaro dei prezzi. Questa paura dell'inflazione ha scatenato vendite pesanti sui titoli di stato britannici e ha stravolto le aspettative sui tassi: se prima si scommetteva su due tagli nel 2026, ora si ipotizza addirittura un possibile rialzo.

Per il momento, scordiamoci altri tagli dei tassi da parte della Bank of England. A differenza dell'Europa, nel Regno Unito l'inflazione è già alta e il modo in cui è strutturato il mercato energetico fa sì che i rincari del petrolio arrivino dritti e veloci nelle bollette delle famiglie. Se a questi rischi aggiungiamo la gestione un po' incerta e titubante del conflitto da parte del Primo Ministro Starmer, per la sterlina sarà dura mantenere il vantaggio sull'euro.

Experience the next-gen financial platform

Open your Ebury business account today and unleash your full global potential.

Get Started
Mobile phone screen showing a dashboard with a money movement bar chart from February to July, highlighting 4.5 for June.