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La Fed mantiene i tassi stabili mentre i colloqui di pace USA-Iran sono in fase di stallo.

I mercati valutari stanno manifestando un'oscillazione priva di un tendenza definito, poiché l'indefinitezza del cessate il fuoco, pur suggerendo la conclusione delle ostilità, non genera un'urgenza concreta per un accordo di pace.

Ciò nonostante, i titoli azionari statunitensi hanno raggiunto nuovi massimi storici, mentre segnali preoccupanti dall'economia dell'Area Euro stanno limitando il rialzo degli asset a rischio europei. È un manifesto che l'operazione di Vendi America è stata sospesa a tempo indeterminato, in quanto i mercati si attendono che gli Stati Uniti restino isolati dalle ricadute del conflitto, specialmente per quanto riguarda le implicazioni inflazionistiche.

La settimana in corso si preannuncia cruciale. Oltre alle notizie relative al conflitto, si terranno una serie di riunioni chiave delle banche centrali, tra cui la Federal Reserve (mercoledì), la BCE (giovedì) e la Bank of England (giovedì). Sebbene non si prevedano variazioni dei tassi, i membri delle banche centrali hanno comunicato al mercato su come stiano valutando l'impatto della guerra su prezzi e crescita e a quale effetto daranno priorità nella loro risposta. Il dato sull'inflazione dell'Eurozona e il dato sull'inflazione delle spese per consumi personali (PCE) statunitensi, entrambi in diffusione giovedì, concluderanno una settimana di intensa attività per i mercati.

USD

I dati economici americani continuano a dimostrare la resilienza all'impatto della guerra. Le vendite al dettaglio di marzo sono risultate molto solide, confermando il divario tra la debole fiducia dei consumatori e le effettive decisioni di spesa delle famiglie. Anche gli indici PMI hanno registrato un rafforzamento inatteso, con l'indice chiave dei servizi che ad aprile è tornato a livelli indicativi di espansione.

Nel complesso, la decisione di mantenere invariati i tassi, universalmente prevista, sembra giustificata da parte della Fed per mercoledì. Non ci saranno né il «dot plot» né proiezioni economiche aggiornate, anche se ci aspettiamo che Powell adotti un tono cautamente restrittivo durante la conferenza stampa. Prevediamo che Powell riconoscerà i rischi inflazionistici posti dal conflitto, senza arrivare al punto di indurre i mercati a scontare aumenti nel corso dell'anno. Tuttavia, data la generale mancanza di chiarezza causata dalla guerra e l'ulteriore incertezza dovuta all'imminente cambio di leadership a favore di un candidato di Trump presumibilmente accomodante, Kevin Warsh, la prossima mossa sui tassi potrebbe essere tanto al rialzo quanto al ribasso.

EUR

Il dato proveniente dall'Eurozona la scorsa settimana è stato inequivocabilmente negativo. L'indagine ZEW sulla fiducia degli investitori è stata conclusa al minimo da tre anni, nonostante la resiliente dinamica dei prezzi sui mercati degli asset europei. Ancora più preoccupante, i PMI sull'attività commerciale di aprile sono crollati al di sotto delle già negative aspettative, attestandosi a un livello che denota una contrazione economica conclusamata. Resta da valutare se questo dato «soft» costituisca una reazione eccessiva al pessimismo bellico e se il dato «hard» si manterrà più saldo, ma pare che qualsiasi possibilità di un aumento dei tassi da parte della BCE questa settimana sia stata esclusa.

Il dato sul PIL del primo trimestre e il dato preliminare sull'inflazione di aprile saranno diffusi questa settimana. Assieme alle comunicazioni della BCE di giovedì avremo dunque, un quadro notevolmente più chiaro dell'impatto del conflitto e della reazione della BCE. Le recenti dichiarazioni dei funzionari della BCE suggeriscono che non hanno fretta di aumentare i tassi, ma ci si aspetta che giovedì Lagarde lasci aperta la possibilità di un rialzo estivo, qualora dovesse essere manifestata preoccupazione per un possibile distacco delle aspettative di inflazione.

GBP

I dati economici diffusi la scorsa settimana hanno confermato e avvalorato la modesta sovraperformance della Sterlina dall'inizio del conflitto. I dati su salari e disoccupazione hanno entrambi rappresentato sorprese positive, sebbene tali dati si riferiscano a febbraio e siano pertanto antecedenti alla guerra. L'inflazione è aumentata, come previsto, ma la notizia più incoraggiante è emersa dalle indagini PMI di aprile sull'attività commerciale, che hanno registrato un rimbalzo raggiungendo i massimi da 18 mesi, nonostante le notizie cupe circa la guerra e i picchi prezzi dei energetici.

La riunione della Bank of England di questa settimana non produrrà quasi certamente alcuna modifica dei tassi. Attendiamo invece la ripartizione dei voti e le comunicazioni associate per verificare se le aspettative del mercato, relative a due rialzi dei tassi di 25 punti base nel 2026, si allineeranno o meno con la prospettiva dell'MPC. Sebbene riteniamo che l'attuale livello dei tassi sia eccessivamente aggressivo, non ci aspettiamo che Bailey e colleghi si oppongano in modo energico ai mercati, dato che i membri delle banche centrali, impiegheranno tempo prima di avere una lettura esaustiva sulle ricadute economiche della guerra in Iran.

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