I mercati lo avevano anticipato e le notizie del fine settimana hanno confermato che un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran era finalmente a portata di mano. I prezzi del petrolio sono crollati, i titoli di Stato sono saliti, i mercati azionari hanno registrato un forte rialzo, l'IPO di SpaceX è stata portata avanti senza intoppi e quasi tutte le principali valute mondiali hanno guadagnato terreno rispetto al dollaro statunitense, spinte dai netti rialzi delle valute dei mercati emergenti. Tuttavia, il dollaro si è dimostrato complessivamente e straordinariamente resiliente. La sovraperformance dell'economia statunitense e la sensazione che il deterioramento istituzionale negli Stati Uniti sia meno grave di quanto temuto hanno restituito parte dello smalto al biglietto verde, che ha ceduto solo una piccola frazione dei guadagni accumulati durante il conflitto nei confronti delle valute europee. Al contrario, le valute dei mercati emergenti hanno generalmente registrato performance decisamente migliori durante l'intero ciclo di guerra e pace.
Se la riunione della BCE della scorsa settimana si è rivelata il "non-evento" che tutti si aspettavano, la riunione della Federal Reserve di questa settimana promette di essere piuttosto vivace. Mercoledì il FOMC lascerà quasi certamente i tassi invariati, ma l'attenzione si concentrerà sul netto dissenso tra i membri votanti riguardo alla prossima mossa. Sarà una settimana cruciale anche nel Regno Unito: mercoledì verranno pubblicati i dati sull'inflazione di maggio, seguiti giovedì dalla riunione di giugno della Bank of England, oltre alle elezioni suppletive che stabiliranno se Andy Burnham potrà sfidare Keir Starmer per la leadership del Partito Laburista. Le riunioni delle principali banche centrali si contenderanno quindi l'attenzione dei trader con le ripercussioni degli accordi tra Stati Uniti e Iran, i cui dettagli completi devono ancora essere resi noti.
EUR
La BCE ha rialzato i tassi ed è riuscita a evitare di impegnarsi in alcun modo su mosse future. Sebbene la conferenza stampa sia stata percepita come dovish, le dichiarazioni successive degli esponenti della BCE hanno ribadito che un rialzo a luglio rimane sul tavolo. L'accordo tra Stati Uniti e Iran rappresenta un fattore inequivocabilmente positivo sia per l'economia dell'eurozona che per la moneta unica, anche se la reazione di quest'ultima finora è stata piuttosto timida.
Questa settimana l'agenda macroeconomica europea è leggera, sebbene potrebbero esserci revisioni ai dati sull'inflazione di giugno e l'indice ZEW sulla fiducia degli investitori potrebbe mostrare un primo rialzo, trainato dall'ottimismo per le notizie di pace. Ci aspettiamo che l'euro tenda verso la parte alta del suo recente intervallo di oscillazione, sostenuto dall'accordo di pace e dal sentiment positivo degli investitori.
USD
Mentre l'inflazione complessiva (headline) è salita al 4,2% a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia, la componente core ha riservato migliori notizie per la Federal Reserve, rimanendo appena al di sotto del 3% e risultando leggermente inferiore alle aspettative. Tuttavia, i prezzi alla produzione continuano a mostrare una diffusione dell'inflazione lungo tutta la catena di approvvigionamento.
L'inflazione elevata e la resilienza dei dati economici forniranno argomenti ai membri hawkish nella riunione del FOMC di questa settimana; al contrario, i membri dovish trarranno fiducia dall'accordo di pace e dal forte calo dei prezzi dei contratti future sull'energia, che annullerà meccanicamente gran parte del picco dei prezzi. Ci aspettiamo che il dollaro riprenda il suo graduale trend ribassista con il parziale venire meno dei flussi verso i beni rifugio, mentre le imminenti e massicce IPO nel settore dell'intelligenza artificiale si aggiungeranno alla continua offerta di Treasury, ampliando la quantità di asset denominati in dollari in cerca di acquirenti.
GBP
La recente tendenza a una generale sovraperformance della sterlina rispetto alle valute europee sarà messa seriamente alla prova questa settimana. Sono attese novità cruciali sul fronte macroeconomico, monetario e politico. Il dato sull'inflazione di maggio, in uscita mercoledì, influenzerà la cruciale riunione della Bank of England del giorno successivo. Non si prevedono variazioni nei tassi, ma il numero di dissensi in senso hawkish all'interno del Monetary Policy Committee (MPC) fornirà indicazioni chiave sulla probabilità di futuri rialzi nel Regno Unito quest'anno. Infine, la vittoria di Andy Burnham nelle elezioni suppletive di Makerfield di giovedì è tutt'altro che scontata, sebbene sia il favorito dai pronostici. Una sconfitta a sorpresa dello sfidante di Starmer provocherebbe probabilmente un rapido balzo della sterlina. Nel complesso, si prospetta una delle settimane più intense del 2026 per la valuta britannica.
