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Riprende il trend ribassista del dollaro USA tra le tensioni nello stretto di Hormuz

Lo stallo tra Stati Uniti e Iran non accenna a placarsi, dopo che nel fine settimana il Presidente Trump ha respinto la risposta di Teheran alle proposte di pace.

I mercati iniziano ad adattarsi. I prezzi del petrolio rimangono elevati, ma hanno subito una recente flessione a causa della combinazione tra la distruzione della domanda e l'aumento della produzione altrove. L'azionario statunitense continua a segnare nuovi massimi, mentre le borse europee restano indietro; il dollaro, nel frattempo, sembra aver ripreso la sua graduale discesa contro la maggior parte delle valute. EUR/USD sta ora testando i livelli pre-conflitto, e alcune valute dei mercati emergenti, come il real brasiliano, scambiano a livelli significativamente più alti rispetto all'inizio del periodo.Con i negoziati di guerra che procedono in modo lento e faticoso, l'attenzione dovrebbe tornare a spostarsi sull'impatto della chiusura di Hormuz sull'economia reale.

La questione più critica è se l'impatto diretto dell'impennata dei prezzi energetici si trasmetterà in una pressione generalizzata sui prezzi. Il dato sull'inflazione di aprile negli Stati Uniti, in uscita martedì, offrirà una delle prime analisi dirette del problema. Gli economisti prevedono solo un modesto rimbalzo del sottoindice core, ma l'incertezza resta elevata. I mercati obbligazionari globali sono nervosi e mostrano una pazienza limitata verso sorprese negative sul fronte inflattivo. Una serie di dati sulla produzione di marzo provenienti da Regno Unito ed Eurozona completerà il quadro macroeconomico della settimana.

USD

I dati sulle buste paga del settore non agricolo (non-farm payrolls) di aprile sono stati gli ultimi di una serie di report economici a suggerire che l'economia statunitense è finora quasi del tutto indenne dalla guerra in Iran e dai conseguenti picchi dei prezzi energetici. La creazione di posti di lavoro ha subito un rimbalzo e la media trimestrale di 48.000 posti netti al mese non è coerente con un allentamento del mercato del lavoro, dato che la forza lavoro non cresce più a causa della stretta sull'immigrazione e dell'invecchiamento della popolazione. Ciò conferma semplicemente il messaggio proveniente dalle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, che sono effettivamente diminuite di recente.

La temuta "apocalisse occupazionale" legata all'IA non sembra concretizzarsi, poiché i datori di lavoro la considerano in gran parte come un complemento, piuttosto che un sostituto, del personale. Tuttavia, le buone notizie economiche sono state di scarso aiuto per il dollaro USA la scorsa settimana. Come abbiamo osservato nell'ultimo anno, in modo quasi paradossale, dati economici relativamente forti negli Stati Uniti appaiono pienamente compatibili con un biglietto verde in deprezzamento.

GBP

La sterlina ha resistito notevolmente bene ai risultati delle elezioni locali nel Regno Unito, in parte perché la pesante sconfitta dei Laburisti era ampiamente attesa e scontata dai mercati. Gli investitori scommettono che la disfatta travolgente del Labour non metterà ancora fine alla premiership di Starmer, ma la pressione sul Primo Ministro sembra destinata a intensificarsi nei prossimi giorni, con diversi parlamentari di base (backbenchers) che ne chiedono già le dimissioni. Al momento, nessun potenziale rivale alla sua sinistra ha lanciato una sfida formale per sostituirlo, sebbene circolino indiscrezioni su figure come Rayner e Streeting che starebbero valutando privatamente le proprie opzioni.

Una potenziale svolta a sinistra è ciò che i mercati temono di più, poiché ciò potrebbe tradursi in tasse più elevate, emissioni di Gilt più consistenti e un premio per il rischio fiscale più ampio integrato negli asset del Regno Unito. Nel frattempo, i dati macroeconomici hanno generalmente sorpreso al rialzo, anche se gli economisti si chiedono se ciò sia legato ad anomalie statistiche post-COVID nella stagionalità dei dati. Il report mensile sul PIL di marzo assume quindi un'importanza fondamentale.

EUR

I commenti della BCE hanno assunto toni hawkish negli ultimi tempi, con la maggior parte dei membri del Consiglio che sottolinea la necessità di vigilare sugli effetti di secondo round derivanti dall'impennata dei prezzi energetici. Le aspettative di un rialzo dei tassi alla prossima riunione di giugno continuano a crescere, e il contrasto con l'esitazione della Federal Reserve sta riducendo il differenziale dei tassi di interesse tra le due sponde dell'Atlantico. Ciò rappresenterà una fonte chiave di supporto per l'euro nel medio termine, e prevediamo che il graduale deprezzamento del dollaro continuerà nel 2027.

Nel breve periodo, l'euro rimane altamente suscettibile al conflitto in Iran, che sta già avendo un impatto negativo sproporzionato sull'economia dell'Eurozona: i PMI di aprile mostrano un'economia in fase di contrazione. I prossimi colloqui di pace saranno quindi cruciali per l'EUR/USD. Notizie di un accordo di pace temporaneo potrebbero favorire ulteriori guadagni per la moneta unica, anche se vediamo ampi margini di ribasso qualora i negoziati dovessero fallire, dato che molte buone notizie sembrano essere già state scontate dai mercati.

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