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Valute rifugio in rialzo dopo il bombardamento dell'Iran da parte di USA e Israele

La notizia dell'attacco congiunto USA-Israele contro l'Iran è stata diffusa dopo la chiusura delle contrattazioni, al termine di una settimana di scambi relativamente tranquilli sui mercati finanziari.

I primi segnali indicano che le ripercussioni sui mercati finanziari saranno relativamente limitate, in parte perché gli investitori avevano già considerato un'escalation delle tensioni. Il fatto che l'attacco sia avvenuto a mercati chiusi aiuta anche a contenere gli effetti – i mercati sauditi sono infatti scesi solo del 2% nel fine settimana. Sebbene gli investitori abbiano acquistato valute rifugio come il dollaro e il franco svizzero nelle prime contrattazioni asiatiche di lunedì, i movimenti sono stati finora contenuti. Il petrolio ha avuto il rialzo più marcato, oltre il 10%, a causa della notizia che lo Stretto di Hormuz, l'arteria vitale per l'approvvigionamento di petrolio per i mercati asiatici, sarà chiuso nel breve termine.

Per i prossimi giorni, l'attenzione principale sarà rivolta ai titoli relativi alla guerra. In particolare, se il conflitto si risolverà rapidamente o si protrarrà e se lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso alla navigazione. Oltre alle notizie sulla guerra in Iran, i trader si concentreranno sul rapporto sui salari (non-farm payrolls) degli Stati Uniti in uscita venerdì, poiché ulteriori tagli da parte della Federal Reserve sono improbabili in assenza di un deterioramento prolungato del mercato del lavoro.

EUR

Il rapporto flash sull'IPC di martedì dovrebbe fornire ulteriore prova che la BCE è riuscita a riportare l'inflazione al suo obiettivo. Il rischio geopolitico potrebbe pesare sull'euro nel breve termine, ma notiamo che la maggior parte del traffico di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz è diretto verso l'Asia piuttosto che l'Europa. Tuttavia, un aumento prolungato dei prezzi del petrolio influenzerebbe negativamente la valuta comune, in quanto il continente è un importatore di energia e le sue condizioni commerciali ne risentirebbero.

Molto dipenderà dalla velocità con cui il conflitto sarà risolto. Secondo il Presidente Trump, le operazioni in Iran sono "in anticipo sulla tabella di marcia", anche se non ci sono ancora segnali di negoziati o di un cessate il fuoco. D'altra parte, né la Russia né la Cina sembrano essere disposte o in grado di aiutare il loro alleato Iran, il che è un buon segno per i mercati.

USD

Normalmente, l'attenzione di questa settimana sarebbe sul rapporto sui salari di questo venerdì. Prevediamo che continui a mostrare una modesta creazione di posti di lavoro, pochi segnali di licenziamenti di massa e una crescita salariale sana ma non in forte espansione, in linea con la tendenza recente. I prezzi alla produzione hanno confermato la scorsa settimana che ci sono pochi segnali di una tendenza al ribasso, con l'inflazione ancora al di sopra dell'obiettivo. L'aumento dei prezzi del petrolio non aiuterà, anche se il ruolo degli Stati Uniti come esportatore netto significa che, tutto sommato, sono ora un fattore positivo netto per il dollaro.

Poiché il biglietto verde ha mantenuto il suo status di bene rifugio in tempi di conflitto geopolitico, ci aspettiamo che la sua tendenza al ribasso si arresti per le prossime settimane. Ancora una volta, l'entità del rally del biglietto verde dipenderà fortemente sia dalla durata sia dall'ampiezza del conflitto. Sebbene i principali leader dell'IRGC siano stati uccisi, non è ancora chiaro se questo segni l'inizio di un cambiamento di regime storico, o se i successori si limiteranno a colmare il vuoto di potere. Qualsiasi segnale di quest'ultima ipotesi manterrebbe il dollaro ben sostenuto.

GBP

È probabile che la sterlina risenta un po' nelle prossime settimane. La guerra in Iran ha aumentato i premi di rischio d'investimento in generale, il che tende a influenzare negativamente la sterlina. Inoltre, i rischi politici interni sono aumentati significativamente. La recente perdita di un seggio sicuro del partito Laburista, a favore degli estremisti di sinistra (Greens), ha rafforzato gli elementi più radicali del partito, aumentando il rischio per la disciplina fiscale e preannunciando un periodo difficile per il mercato dei titoli di Stato e per la sterlina.

Il lato positivo è che il sostegno dei tassi di interesse rimane robusto e i recenti dati economici hanno sorpreso al rialzo. Ci si aspetta in generale che la Bank of England riduca nuovamente i tassi alla prossima riunione del Comitato di Politica Monetaria (MPC) prevista per la fine del mese, ma le recenti sorprese al rialzo nei dati sull'attività del Regno Unito, in particolare il rapporto sulle vendite al dettaglio di gennaio, suggeriscono che il comitato potrebbe propendere leggermente verso il lato più restrittivo delle aspettative.

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