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La scorsa settimana è stata caratterizzata da pochi movimenti delle principali valute, le quali hanno chiuso la settimana entro lo 0,5% dal punto di partenza, il che rappresenta un'insolita tranquillità.

Il rally dei titoli obbligazionari delle ultime settimane del 2023 si è fermato e ha invertito la rotta, in quanto i mercati hanno ridimensionato le aspettative di un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel 2024.

Avevamo detto che la scorsa settimana sarebbe stata volatile, con tre riunioni chiave delle banche centrali in rapida successione, e i mercati valutari non hanno tradito le attese.

Il vincitore indiscusso della scorsa settimana sui mercati valutari è stato lo yen giapponese, che ha registrato un'impennata in seguito ai messaggi di normalizzazione della politica monetaria da parte della Banca del Giappone.

L'apparente successo delle banche centrali contro l'inflazione sta spingendo in tutto il mondo la liquidità verso gli asset rischiosi.

La scorsa settimana è stata caratterizzata da pacatezza e assenza di volatilità sui mercati, come solitamente accade durante il periodo della festa del Ringraziamento negli Stati Uniti.

La Federal Reserve ha ricevuto un'altra sorpresa positiva dal report sull'inflazione di ottobre.

I mercati stavano abituandosi a pensare che il ciclo di rialzi a livello mondiale fosse finito e iniziavano a guardare con interesse ai tagli dei tassi, ma il presidente della Fed Powell è sembrato meno convinto in un discorso tenuto la scorsa settimana.

La scorsa settimana le obbligazioni e le azioni sono cresciute di pari passo in tutto il mondo, grazie al sollievo per la cautela della Federal Reserve sui futuri rialzi e alla sensazione generale che il ciclo di rialzi dei tassi di interesse più rapido della storia sia ormai terminato.

L'escalation della guerra tra Israele e Hamas, insieme al susseguirsi di sorprese positive provenienti dall'economia statunitense, ha spinto il dollaro al rialzo la scorsa settimana.

La scorsa settimana il dollaro USA si è mosso in un range piuttosto ristretto rispetto a quasi tutte le sue controparti, terminando in leggero ribasso rispetto alla maggior parte delle valute europee, ad eccezione della sterlina britannica.

La crisi in Medio Oriente ha per il momento un impatto contenuto sul mercato delle valute principali, che continua a essere guidato principalmente dai numeri dell'inflazione e dalle comunicazioni e decisioni delle banche centrali.
